COMPAGNIA STABILE CAROSSIA

IL SILENZIO DELLE DONNE

Testo e Regia Irene Carossia

PRESENTAZIONE

Che cosa è il silenzio delle donne?  E, soprattutto, da quanto tempo le donne tessono la tela del loro silenzio?  Che cosa nasconde questo silenzio inquieto ed assordante?

E’ un silenzio a-temporale, che vive nella dimensione stessa delle origini, le cui radici sono così antiche da rendere ancora più preziose le troppo rare parole delle donne.

Un silenzio molto spesso fatto di gesti, di attese, di lacrime, troppo spesso fatto di violenze e soprusi, ma anche un silenzio che risuona di dignità, un silenzio che non è mai assenza ma, piuttosto, presenza dolorosa e sofferta.

Questo spettacolo si propone di dare voce al silenzio delle donne attraverso un percorso fra le coscienze di quante hanno saputo, o potuto, dare forma ad un presunto vuoto.

NOTE DI REGIA

Un racconto storico nel quale viene restituita la voce simbolicamente alle tante donne obbligate nei secoli a tacere.

Da Penelope a Filomela, da Cassandra a Euridice e poi Santa Caterina, le donne arse sui roghi, segregate nelle case, perseguitate dallo spettro della perdita della virtù.

Parole, racconto storico e canto si intrecciano costituendo un tessuto fitto e potente che interrompe il silenzio.


MA E' PROPRIO AMORE?

Testo e Regia Irene Carossia

Arpa Eleonora Pennino

PRESENTAZIONE

Chi è amato non conosce morte, perchè l'amore è immortalità”

Emily Dickinson

Quante volte nell'arco della vita ci si illude di essere mati, o si ama senza essere ricambiati, o si è amati senza amare? Ma è proprio amore?

Nella vita delle donne molto spesso emerge la certezza che il proprio ideale di amore non corrisponda alla realtà.

Questo spettacolo mette a confronto, in una sola donna, le voci di tante che raccontano l'amore, vissuto, ipotizzato, perduto, sognato.  Tante donne, molte create da penne maschili, in un dialogo critico ed ironico con una donna vera, in scena con le sue paure, i suoi sogni, la consapevolezza acquisita, la sua ironia nei confronti di una vita che non può essere vissuta se non con passione.

NOTE DI REGIA

Un'attrice in scena, sola, accompagnata da un'arpa, magico strumento di un sentire antico, profondo ed etereo.

Con loro in scena i costumi di tante donne da lei vissute ed interpretate in palcoscenico, dentro i quali ritrovare amori diversi, sentimenti, gioie, passioni e dolori.

Davanti al pubblico si costruisce, nel corso dello spettacolo, un incredibile mosaico del sentire femminile, vissuto con l'ironia e la forza travolgente di una donna che ama, che ama il teatro ma, soprattutto, che ama la vita.

ARTE E VITA CANTANDO IL MITO: ELEONORA DUSE

Testo e Regia   Irene Carossia

PRESENTAZIONE

Raccontare un'avventura umana non è mai cosa semplice, impone onestà, rigore, amore e silenzio per poter cogliere il suono più intimo della voce di un essere. Con Eleonora Duse non si incontra soltanto una straordinaria donna, ma colei che incarna il senso stesso del teatro del '900. Una creatura sublime ed impervia che, proiettando se stessa nella dimensione del domani, si è resa immortale.

Celebrare anche con il canto non la sua vita, ma la sua arte, la sua anima, il suo straordinario talento di pioniera del teatro moderno, questo è l'intento dello spettacolo. La parola cantata a completamento della parola raccontata e recitata nel tentativo di ridurre la distanza con un mito che, attraversando due secoli, è giunto a noi per svelarci il valore della vita di una donna dedicata al teatro, ai sentimenti, al pubblico, a tutte quelle donne che in lei hanno vissuto.

ESSERE DONNA: I 7 VIZI CAPITALI + 1

Testo, Regia e coreografia Irene Carossia

PRESENTAZIONE

Due atti per portare il pubblico dalla narrazione di un vizio che si fa donna reale, scontrandosi con il pregiudizio, il potere e l'inquisizione, alla dimensione della vita quotidiana, nella quale emerge la difficoltà della relazione uomo/donna.

Un racconto fatto di voci narrate, sentimenti, passioni, suggestioni profonde e canto, che si muove tra verità storica e vita quotidiana.

Il canto lirico scorre nella voce del mezzosoprano creando la suggestione potente che diviene ogni volta una finestra spalancata fra il serrato dialogo dei due protagonisti.

Ma nel momento in cui le parole finiscono, il corpo sostituisce la dimensione della parola, la danza diviene scrittura e racconto, nella passione che solo due corpi in movimento riescono a narrare.

In scena una donna ed un uomo, ostinatamente opposti, faticosamente insieme.

ASCOLTAMI

Testo, Regia, coreografia Irene Carossia

NOTE DI REGIA

Un uomo ed una donna convinti di conoscersi a tal punto da essere pronti a passare la loro vita insieme.

Ma è veramente così?

Un percorso alla scoperta di se stessi e dell'altro guiderà i due protagonisti verso l'acquisizione di una consapevolezza nuova, nella quale la parola non sarà più sufficiente, perchè, da sola, non è in grado di mostrare il sentire profondo.

Protagonisti di un racconto nel quale la parola, inizialmente certezza, diventa sempre meno necessaria, sempre meno importante, fino ad arrivare ad essere superflua, poiché la comunicazione si arricchisce di altri strumenti.

Ascoltami” non riguarda più solo la comunicazione con l'altro, ma anche la capacità di comprendere se stessi, poiché la reciproca consapevolezza può portare alla costruzione di un destino comune.

Parole, gesti, musica, silenzi, simboli, sguardi, corpo, emozioni, sentimenti, passioni, istinto: questi sono gli strumenti che risuonano nell'arco dello spettacolo, come in una orchestra in cui l'armonia è data dalla rottura dei canoni, per raccontare quello che potrebbe essere.

Lo spettacolo porta il pubblico ad entrare nella dimensione fisica della danza contemporanea come necessaria evoluzione della rarefazione della parola.

Il corpo ed il sentire istintivo vengono quindi celebrati nel movimento che parla con la voce forte ed incisiva del teatro-danza.

MEGLIO SOLE

Testo Regia e Coreografia Irene Carossia

PRESENTAZIONE

Non fuggo mai, semplicemente proseguo il mio viaggio”

Questa frase della protagonista introduce al tema dello spettacolo che non è in nessun modo la solitudine ma, piuttosto, la consapevolezza delle scelte.  Meglio sole ogni qualvolta il compromesso richiesto è immotivato o minaccia la propria integrità.

Meglio sole là dove la propria dimensione non è accettata e si vorrebbe da più parti ridurla.  Meglio sole quando il sogno si infrange di fronte alla realtà, quando l’aspettativa è delusa, quando le situazioni, o le persone, vorrebbero immobilizzare impedendo la costanza meravigliosa del divenire di sé.  Meglio sole perché a raccontarsi è una donna, ma in realtà la pienezza del tema non ha sesso, non ha età, non ha identità specifica. 

La protagonista racconta di un percorso consapevole, a tratti doloroso e a tratti fortemente ironico, nella convinzione che non valga mai la pena di barattare se stessi e la propria libertà.

NOTE DI REGIA

Un viaggio appena avvenuto ed un viaggio che verrà, una evoluzione costante alla ricerca del sé più forte e consapevole.

La protagonista racconta la propria avventura di vivere e la scelta di proseguire da sola quando la condivisione diventa forzata ed ingrata, nel lavoro, nella vita, negli affetti.

Nella sua valigia non c’è mai la solitudine, piuttosto la capacità di ricomporre il mosaico degli incontri che ne determinano il percorso.

Mai sola in realtà, ma sempre accompagnata da se stessa, i suoi ideali, la sua etica, l’amore per gli altri, per ciò che fa, per la vita.

Mai sola perché si può sempre condividere con qualcuno un tratto della propria strada, nel rispetto reciproco e nella certezza del valore di ognuno.

CENERENTOLA NON C'E': lasciate un messaggio

Testo e Regia Irene Carossia

PRESENTAZIONE

Chi può garantirci che Cenerentola, emblematica fanciulla delle favole, sottomessa e sognante, anelasse realmente a sposare il principe?  E’ possibile che desiderasse fare altre scelte?

Quale è la differenza fra le scelte lavorative consigliate dalla storia alle donne e il loro bisogno di realizzare se stesse dimostrando forza, intelligenza e coraggio?

La protagonista, donna che sceglie di uscire dai canoni, deludendo le aspettative comuni, racconta il suo viaggio nel lavoro delle donne, fra passato, presente e futuro.  Un ironico e divertente reportage nel quale la commozione giunge quando emerge l’umiliazione della negazione del proprio valore e la determinazione a lottare.

LE CATTIVE RAGAZZE CANTANO

Testo e Regia Irene Carossia

PRESENTAZIONE

Che cosa significa oggi essere una primadonna in teatro? Da quanto tempo le donne possono realmente essere protagoniste? Chi è una Diva?

A queste e ad altre domande risponde la protagonista dello spettacolo, primadonna convinta, che accompagna il pubblico in un percorso storico nel teatro; il teatro degli autori, degli interpreti, del pubblico. Da Euripide a Shakespeare, dalla Commedia dell'arte al melodramma, dal teatro moderno al cinema, alla ricerca di un difficile ruolo per le donne. Un racconto ricco d'amore e di ironia, per svelare un mondo altro, sconosciuto ai più: l'arte di essere cattive ragazze, sopravvivendo a pregiudizi e ribellandosi a schemi, per poter giungere al teatro, luogo di libertà.